Ego SumDanza contemporanea e disabilità intellettiva: un progetto possibile

Le nostre braccia hanno origine dalla schiena perché un tempo erano ali.
(Martha Graham)

La compagnia EGO SUM è composta da 13 componenti, di cui 8 danzatrici con la sindrome di Down. Le ragazze, tra i 20 e i 30 anni, sono già frequentanti i corsi di danza e teatro e soprattutto i percorsi di autonomia della Cooperativa Vite Vere – Down DADI. Si tratta di esperienze formative volte a portare i giovani ad un livello di gestione e conoscenza di sé, che permettano loro di vivere una vita autonoma, piena negli interessi e nella realizzazione delle proprie aspirazioni.

Le prove si sono svolte tra la Toscana e il Veneto perché l’Associazione Down DADI ha individuato nella figura della danzatrice e coreografa Irene Stracciati l’ideale interlocutrice per sviluppare questo progetto. Irene Stracciati è una libera professionista senese, che da alcuni anni gestisce una sua scuola di formazione professionale di danza classica e contemporanea, dove sono perfettamente inseriti bambini e adolescenti con differenti disabilità.

Con il gruppo padovano ha saputo creare, di spettacolo in spettacolo, una perfetta alchimia fatta di impegno e complicità – dei ragazzi parla come di “straordinari danzatori, che hanno dimostrato una maturazione incredibile” -, offrendo a questi giovani la grande opportunità di esibirsi professionalmente su di un palco. Queste le sue parole: ” Il danzatore con sindrome di Down porta in scena, oltre la danza, un sé stesso che un danzatore normodotato non conosce. Le caratteristiche fisiche e interiori comuni a tutte le persone Down rappresentano per me il Vago per eccellenza, l’indistinto e il possibile, l’apertura e la chiusura che creano una situazione di opportunità continua. Non si conosce il limite se non quando si tocca”.

(tratto da blogdipadova.it)