… per andare oltre!

testo di Cecilia Marzotti

All’inizio appena entrata nella biblioteca del carcere di Santo Spirito e aver oltrepassato quattro differenti cancelli in me c’era tanta confusione. Avevo lasciato fuori al vecchio portone principale i mille pregiudizi che ciascuno di noi ha dentro di sé, anche se non lo vuole ammettere, quando siamo davanti ad un detenuto. Volutamente avevo liberato anima e cuore. Insomma sulle prime la mia testa era come la tavolozza di un pittore pazzo che aveva gettato alla rinfusa i colori che gli sarebbero serviti per un capolavoro. Ma quale opera eccelsa poteva venire fuori nel conoscere i detenuti e portare fuori le loro sensazioni, disagi e speranze? Non lo sapevo e men che meno potevo immaginarlo. Con tutti questi pensieri lentamente ero giunta nella biblioteca.
EDITING_06

L’odore inconfondibile della carta mi aveva rasserenato e in un attimo ero tornata indietro alla mia infanzia quando i miei genitori mi compravano un libro e per prima cosa lo annusavo e mi riempivo i polmoni di quella “fragranza”. I miei compagni di viaggio erano già là e mi aspettavano. Intanto i miei sensi catturavano colori e suoni e gli occhi scrutavano i volti di uomini sconosciuti chiusi materialmente ma (pensai in quel momento) liberi di sognare, riflettere, ricordare e, perché no, progettare il domani. Un sogno, una speranza, un’illusione?
Ecco di nuovo in me la confusione. Abbiamo iniziato a parlare. Dobbiamo conoscerci. Ciascuno di loro sono i miei occhi dentro al carcere. A me non interessa perché sono detenuti e quanto ci rimarranno io voglio scoprire per poterlo raccontare la loro quotidianità. Non è un percorso facile, ne sono consapevole. Ci voglio e ci devo provare anche a costo di fermarmi e magari amareggiata ammettere la mia sconfitta.
Ci presentiamo con i nostri nomi di battesimo. Poi è facile dire dove siamo nati e quanti anni abbiamo e in un attimo come per magia l’iniziale diffidenza si sbriciola. Minuto, dopo minuto è un fiume di parole. Inizia qui in un giorno qualunque di ottobre 2019 un’avventura unica che a volte mi ha levato il fiato e demolito barriere e differenti esperienze.

Ciascuno ha qualcosa di dire e raccontare dei giorni trascorsi in questa piccola Casa Circondariale dove da tempo si portano avanti mille progetti. L’insegnamento, il teatro, la pittura, la scrittura.
Tutti qua (dal direttore, all’educatrice, al personale) fanno ogni giorno i salti mortali per mantenerlo come dicono gli stessi ospiti “capace di non farli cadere nell’oblio”. E loro questo proprio non lo vogliono ecco perché stanno prendendo parte al progetto di “UNA CHIACCHIERATA CON… PER ANDARE OLTRE” .
Una grande sfida per tornare a vivere.

Related Entries

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *