Tatto e vista

“Il carcere è uno specchio. Racconta come siamo. È un sensore di civiltà. È un microcosmo, deformato, della nostra vita. Tutto è terribilmente umano, ma anche estremo. Come il rumore, assordante, permanente. Il contrario di quello che chi non vi è mai entrato potrebbe immaginare: nel rumore l’inattività, che spesso non aiuta a riflettere, ma addormenta quello che servirebbe per cambiare” *
Mario Marazziti

Sabato 1 giugno alle ore 11.00, nell’ambito del festival “Siena città aperta ai giovani”, è stata inaugurata presso la galleria Olmastroni di palazzo Patrizi la mostra d’arte dei detenuti di Santo Spirito dal titolo Comunicazioni visive e tattili.

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Le opere, prodotte dagli allievi del laboratorio permanente di pittura e ceramica, raffigurano la città di Siena, sono realizzate con materiali di scarto e sono fruibili, grazie alla loro sofisticata tecnica di esecuzione, anche da un pubblico di non vedenti.

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A tale scopo, esse sono corredate da didascalie anche in linguaggio Braille: l’Unione italiana ciechi di Siena ha fornito in tal senso una preziosa collaborazione ai curatori della mostra e principalmente a Monica Minucci, l’operatrice volontaria che collabora stabilmente con la direzione della casa circondariale nella gestione del laboratorio artistico; capofila del progetto, culminato nella mostra, è l’Auser comunale di Siena che, in partenariato con la direzione del carcere, è risultato tra i soggetti vincitori del bando di concorso che il Comune di Siena ha emanato per la partecipazione al festival.

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L’allestimento della mostra sarà arricchito da fotografie e filmati ritraenti le testimonianze degli autori delle opere e la descrizione di esse; gli effetti sonori che accompagnano le immagini guideranno i visitatori, specie quelli non vedenti, in un vero e proprio viaggio sensoriale.

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COMUNICAZIONI VISIVE E TATTILI
Galleria “Cesare Olmastroni” Palazzo Patrizi | Via di Città 75
1/15 GIUGNO 2019 | ORE 10 – 12 /16 – 18
Mostra di opere dei detenuti che frequentano
il laboratorio permanente di pitture
e ceramica attivo all’interno
della Casa Circondariale di Siena
I manufatti saranno fruibili
anche da visitatori
non vedenti
* dall”introduzione al libro di Ezio Savasta “Liberi dentro. Cambiare è possibile, anche in carcere”

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