Partiamo …

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“Scegliamo innanzitutto un punto di partenza: riva o scena, porto o evento, navigazione o racconto. Poi diventa meno importante da dove siamo partiti e più fin dove siamo giunti: quel che si è visto e come. Talvolta tutti i mari sembrano uno solo, specie quando la traversata è luna; talvolta ognuno di essi è un altro mare. Il Mediterraneo è a un tempo simile e in altro diverso a sé stesso.
Partiamo … ”
(incipit di “Breviario mediterraneo” di Predrag Matvejevic)

CHIA2Venerdì 14 dicembre 2018 con un gesto dal valore simbolico Francesco Chiantese, presso la terrazza del Circolo Arci Lavoro e Sport di Pispini in collaborazione con ARCI provinciale di Siena, ha dato vita ad  una Lettura ininterrotta contro il decreto sicurezza (dalle 14.30 del 14 dicembre fino a notte fonda, previste circa 11 ore e mezzo di lettura), per testimoniare la presa di posizione di tantissimi cittadini contro la violenza del decreto sicurezza emanato dal governo che viola i più elementari diritti dell’uomo.

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“Non si può bluffare se c’è una civiltà teatrale, ed il teatro è una grande forza civile, il teatro toglie la vigliaccheria del vivere, toglie la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita, della morte”
Leo De Berardinis

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Nella performance, che per tradizione Francesco tiene ogni anno in ricordo del rogo della biblioteca di Sarajevo in maniera “solitaria” (la notte tra il 24 ed il 25 agosto), verrà questa volta “aiutato” da chiunque abbia intenzione di aderire intervallando i momenti di lettura “individuale” a momenti più corali e di lettura in staffetta.

Il testo letto è un “breviario” in cui, in maniera poetica e delicata, si parla della cultura del mediterraneo come di una cultura inclusiva, accogliente, che ci appartiene ed a cui apparteniamo e che con questo decreto ed altre azioni di questo governo abbiamo tradito nel modo più radicale.

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“Gli uomini del nord identificano spesso il nostro mare col sud: c’è qualcosa che li spinge a ciò anche quando amano molto la loro terra d’origine. Non si tratta soltanto dell’aspirazione a un sole più caldo e a una luce più forte. Non so se sia questo che può essere chiamato “fede nel sud”. È possibile – indipendentemente dal luogo di nascita di residenza – diventare mediterranei. La mediterraneità non si eredita, ma si consegue. È una decisione, non un vantaggio.
Dicono che di veri mediterranei ce ne siano sempre meno. Non c’entrano solo la storia o la tradizione, il passato o la geografia, la memoria o la fede: il Mediterraneo è anche destino”.
( da “Breviario mediterraneo” di Predrag Matvejevic)

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